
12 Ottobre
Redazione
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Su iniziativa del sen. Stefano De Lillo (PdL), è stato presentato in Senato un disegno di legge relativo all’interpretazione autentica dell’articolo 5 del D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28.
Per mezzo dell’iniziativa in parola, il promotore mira evidentemente a rimuovere le incertezze di ordine ermeneutico che si sono manifestate nel primo periodo di applicazione della normativa sulla mediazione. Come è noto, infatti, diversi giudici di pace (a partire dalla c.d. decisione D’Onofrio) hanno opinato in senso contrario all’applicabilità dell’art. 5 alle controversie pendenti presso i rispettivi uffici, sulla base dell’asserita inidoneità, da parte di una norma di carattere generale che nulla espressamente preveda in merito, ad incidere su una normativa, quale quella di cui al Titolo II del Libro II del c.p.c. (Procedimento davanti al giudice di pace), sì anteriore ma caratterizzata da specialità.
Di conseguenza, il d.d.l. si propone di fornire un’interpretazione autentica dell’art. 5 del decreto n. 28/2010, dal momento che appare evidente, sulla base dello spirito e delle finalità pratiche cui la norma in esame è finalizzata, che l’obbligatorietà della mediazione, nelle materie in cui è prevista, debba applicarsi a tutti i giudizi riguardanti le stesse, indipendentemente dall’ ufficio giudiziario competente per l’eventuale, successivo giudizio. Ciò, principalmente, al fine di evitare che vengano a determinarsi le condizioni favorevoli ad un ulteriore quanto insostenibile appesantimento del contenzioso civile e dell’amministrazione delle giustizia.
Ecco qui di seguito il testo dell’iniziativa e la relativa presentazione.
Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa del senatore DE LILLO
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA
INTERPRETAZIONE AUTENTICA DELL’ARTICOLO 5 DEL DECRETO LEGISLATIVO 4 MARZO 2010, N. 28
Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge intende evidenziare l’assoluta importanza della disposizione contenuta nell’’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, recante Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, e degli effetti sulla legislazione che la sua applicazione determina.
Nello specifico per il legislatore era palese che con tale articolo 5 si dovessero considerare abrogate, implicitamente, tutte le norme riferibili all’ambito di applicazione dello stesso.
Tuttavia, è sorta la necessità di procedere a mezzo di uno specifico intervento legislativo in quanto alcuni giudici di pace, con sentenze diverse, hanno deciso che l’obbligo previsto dal citato articolo 5 nelle controversie pendenti dinanzi ai loro uffici è da considerarsi superato e quindi l’articolo non debba essere applicato, in quanto vigente ed attuale è la facoltà, e non l’obbligo, del tentativo di composizione cui fanno riferimento gli artt. 320 e 322 del Codice di Procedura Civile.
Appare quindi necessario sanare l’eccessiva discrezionalità di tali sentenze intervenendo con una interpretazione autentica dell’articolo 5, onde evitare che venga stravolto lo spirito della norma e si creino, conseguentemente, condizioni di insostenibile appesantimento del contenzioso civile e dell’amministrazione della giustizia.
Il Disegno di Legge consta di un solo articolo e si confida possa essere sollecitamente approvato.
DISEGNO DI LEGGE
Articolo 1
(Interpretazione autentica dell’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28)
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